"SOLO ANDATA"

Articolo di Isabella Guidi

Se anche i colori subissero i miraggi ... allora ... l'Ocra troverebbe Terra.

Così il Blu, non sarebbe mare ondoso ma solo golfo accogliente e calmo.

 

Quante volte ho percorso i versi di Montale e mi sono lasciata trascinare dentro quel Mediterraneo antico che dalla carta soffiava raffiche di vento. E non dormivo su quelle pagine. Tutt'altro. Le parole mi bruciavano gli occhi per il sale e mi trascinavano al largo sull'orizzonte nero macchiato dalle profondità cupe di un mare antico, padre severo e al tempo stesso pensiero infantile, nostalgico e accogliente.

 

Prendendo le distanze dal mare il poeta deve immaginare un nuovo principio, dicono gli studiosi "un io lirico" che cerca la strada per proseguire la propria vita....

" Noi non sappiamo quale sortiremo 

domani, oscuro o lieto;

forse il nostro cammino

a non tócche radure ci addurrà 

dove mormori eterna l'acqua di giovinezza;

o sarà forse un discendere

fino al vallo estremo,

nel buio, perso il ricordo del mattino.

Ancora terre straniere

forse ci accoglieranno: smarriremo 

la memoria del sole, dalla mente

ci cadrà il tintinnare delle rime.

...

E un giorno queste parole senza rumore

che teco educammo nutrite

di stanchezze e di silenzi,

parranno a un fraterno cuore

sapide di sale greco."(Eugenio Montale ...da Mediterraneo) 

 

Tuttavia, ero con i piedi a terra... e leggevo il mare, adoravo le parole del mare al sicuro sulla riva, aspiravo all'aria marina senza doverla inalare a forza, rincorrevo i colori della poesia per gustare i toni senza temere ... nè il Rosso, nè il Nero. E tutto ciò per quell'incanto di ancestrale simbiosi tra me e l'acqua salata che nulla aveva di cupo se non le affascinanti e trasparenti profondità cristalline dei racconti infantili, in cui la nave giunge infine al porto sospinta dalla tenerezza di un delfino ... allora si, tutto si poteva fare, prima nella fanciullezza e poi si continua nella poesia, ma rimanendo a sognare dalla riva.

 

Ma oggi, se il poeta vedesse questo suo Mediterraneo, percorso da onde e vite, non lo avrebbe più chiamato Mare ... ma Fiume. Fiume di  "Solo andata".

Un fiume umano che non ritorna alla sorgente, prosegue inesorabile il cammino, perché non ha scelta. Fiume gonfio di sola andata, che spaventa perché esce dagli argini e invade le terre, allaga i campi coltivati e poi si ritira o viene respinto e ricondotto al suo letto. Ma ritorna. Gonfio, pieno di acqua. Fiume che si è inventato un varco, si è segnato un percorso, percorre il mare antico senza saperlo fare e procede verso una foce di terra dove nessuno attende.

Fiume arido di sola andata. Un lento procedere di acqua satura di sabbia, terra, fango, ricordi e pensieri intrisi di salsedine. Fiume sonoro di sola andata dove i colori urlano il dolore e sussurrano una cantilena per ingannare un tempo che sembra non avere fine. 

E intanto, nel tempo di questa andata...il Blu non sa più essere nè cielo nè acqua, tenta l'equilibrio e si ritrova in tasca una manciata di sabbia, si aggrappa al Giallo e gliela pone: "... ricorda la terra.". 

Il Giallo intanto, che era Oro, esplode per illuminare il buio denso e salato della notte, ma si spegne di colpo quando illumina le dita dei bimbi che hanno perso il filo dei giochi. 

 

Là in fondo... una luce...il caldo del Rosso veloce si spegne in Marrone affiora in sangue .. discreto, per non turbare troppo e subito si ricompone e si mescola e il Verde petrolio raffredda, unge, tinge, macchia l'anima e le dita aggrappate a qualcosa di prossimo ... un prossimo qualsiasi.

 

La "sola andata" non si può tentare. E' un' unica volta. 

 

E allora il poeta, per aiutarmi a capire, mi sussurra ancora una volta all'orecchio:

 

" ...come allora oggi in tua presenza impietro,

mare, ma non più degno

mi credo del solenne ammonimento 

del tuo respiro ..."

(Eugenio Montale ...da Mediterraneo)  

 

 

Isabella Guidi

settembre 2018